UN' IDEA E LA SUA FORZA


Non ricordo bene il motivo che mi spinse quel giorno fino al Santuario di Greccio.
Era un periodo della mia vita quello, in cui girovagavo per l'Italia, su consiglio del mio analista, mi trascinavo appresso una crisi esistenziale di notevole spessore, io, lombardo-veneto da sette generazioni mi trovavo ora lì al centro dell'Italia.

Lì sul sagrato del Santuario di S. Francesco, riscaldato da un sole tenue e piacevole, contemplavo la Valle Santa astante il Santuario il cui occhio umano si perde fino alla Città di Rieti.

Di fronte si stagliava , svettando su uno sfondo azzurro, con la cima ricoperta di neve, il monte Terminillo, mentre, più a sinistra, verso nord, incastonato sul fianco di una montagna sorge Poggio Bustone che ha dato i natali a un poeta contemporaneo: Lucio Battisti.

Di li a poco, sazio di quella piacevole vista, imboccai il percorso che porta alla visita dei luoghi ove S.Francesco visse.
Rimasi nella chiesina senza accorgermi l'intero pomeriggio, immerso in un silenzio sacrale, disturbato solo da qualche turista frettoloso e curioso incapace di cogliere la profondità e lo spessore spirituale di cui sono intrise le mura i legni e le rappresentazioni pittoriche di quel luogo.
Rimasi li come inchiodato, affascinato dagli elementi architettonici e intimorito dall'identità storica di una spiritualità scevra da compromessi , dove imperava sovrana : " l'essenzialità ".
Più avanti, mi adagiai su di uno scranno del coro come in attesa di una risposta e mentre ero come annichilito tra il fascino ed il timore di quel luogo, mi accorsi che il tempo, il mio tempo e il mio spazio convogliavano verso una percezione d'infinito generando in me uno stato di benessere nuovo di pace rigeneratrice
.
Mi lasciavo alle spalle una carriera quasi compiuta, un matrimonio fallito , una situazione patrimoniale devastata dall'invidia e dalla gelosia. Mi veniva alla mente quanto vere fossero le parole del Sommo Poeta:"Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ove la diritta via ebbi smarrita…".
Si, tutte quelle ferite che mi avevano tolto la vita e disorientato, ora non mi facevano piu male, era come se l'energia che generava quel luogo mi rendesse invulnerabile, indifferente al male subito.
Tra queste sensazioni e pensieri fece capolino una voce che mi diceva:" ricomincia da qui, devi decidere ora, o vivi nel passato o vivi il presente per il futuro.
Non hai altre possibilità… decidi ora, ricomincia da qui, non voltarti più indietro , guarda avanti nel futuro" .
Quell'energia di pace stava crescendo dentro di me, ed era vero, le ferite che mi avevano tramortito non mi facevano più tanto male, stava succedendo qualcosa di grandioso dentro di me. Mi sovveniva alla mente il poema di Kipling:


"Se puoi vedere distrutta l'opera della tua vita
e rimetterti a costruire senza dire una parola
o perdere in un sol colpo il guadagno di 100 partite
senza un gesto e senza un sospiro;

Se puoi essere amante senza essere pazzo d'amore,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero,
e sentendoti odiato, senza odiare a tua volta,
sai tuttavia lottare e difenderti;

se sopporti di ascoltare le tue parole
travisate da miserabili per eccitare gli sciocchi,
e di udir mentire su di te le loro labbra folli
senza dir tu stesso una parola menzoniera,

se puoi mantenere la tua dignità pur essendo popolare,
se puoi restare popolo pur consigliando i re;
se puoi amare come un fratello i tuoi nemici,
senza che alcuno di loro sia tutto per te.

Se sai meditare , osservare, conoscere
senza mai diventere scettico e distruttore;
se sai sognare senza lasciare che il sogno ti domini,
pensare senza essere soltanto un pensatore;

se puoi essere severo senza mai essere irato,
se puoi essere ardito senza mai essere imprudente;
se sai essere buono, se sai essere saggio,
senza essere né moralista , né prudente;

se puoi imbatterti nel trionfo dopo la disfatta
e accogliere con lo stesso volto questi due mentitori;
se puoi conservare il coraggio e il senno
quando tutti gli altri lo perderanno,

ALLORA i re, gli dei, la fortuna e la vittoria
Saranno per sempre i tuoi schiavi sottomessi e,
cosa che vale ancor più dei re e della gloria
sarai un uomo, figlio mio.

Quella voce e quella sensazione cresceva:" ricomincia da qui, ora, qualunque cosa farai sarà un successo come lo fu il tuo brevetto di paracadutismo a soli 18 anni, i tuoi studi umanistici a Friburgo , le tue lauree, lo studio delle lingue antiche di cui conservi gelosamente i diplomi, la decina di attestazioni che hai incorniciate, i tuoi anni di insegnamento, come lo furono quella ricchezza patrimoniale che sei riuscito a creare.
Come hai potuto permettere a qualcuno di depotenziare e deprezzare la tua vita e la tua persona fino a tal punto? Ricomincia da qui, ora ".

Dal fondo della mia coscienza sentivo quella voce senza suono come un solenne imperativo che quasi mi ordinava di ricominciare a vivere ma non capivo come.
Queste sensazioni e pensieri furono talmente intense che ne fui confuso e congestionato.

Fui distratto dai miei pensieri e sensazioni da una voce che mi diceva:"dobbiamo chiudere", era Padre Ludovico che mi invitava a lasciar quel luogo, per me divenuto luogo di risurrezione.

Passando davanti al leggio, per avviarmi all'uscita, lessi di sfuggita sul messale un versetto che diceva:"Risorgi, Gerusalemme, Risorgi…"
Era un giorno di fine settembre del 1998.
Uscito da quel luogo nulla era più come prima non ero piu la stessa persona che era entrata qualche ora prima, era successo qualcosa ma non capivo bene cosa.

Avevo bisogno di capire che cosa quel luogo francescano e il fondo della mia coscienza mi stavano dicendo.
Viaggiando quasi tutta la notte il giorno dopo ero nella mia città, chiesi udienza al mio analista, senza sapere che sarebbe stato l'ultimo nostro incontro, gli raccontai ciò che mi successe il pomeriggio precedente, ed egli , con mio iniziale stupore e sbigottimento mi disse :" Noi abbiamo finito di incontrarci, ora sappiamo cosa fare".

Scoprimmo e scoprii una cosa tanto semplice quanto elementare, che la mia vita negli ultimi anni era stata decisa e vissuta da eventi e da persone che sempre più si sentivano autorizzati a disporre della mia persona, delle mie sostanza e della mia vita a loro piacimento.
Fui ammonito dal mio mentore, a seguito di questa presa di coscienza, di possibili sentimenti di ira e di rabbia, e mi ricordò di fare tesoro delle parole del Sommo Poeta :"…passa e guarda e non ti curar di loro….". Mi consigliò anche di ritornare in quel luogo e di continuare ad approfondire il discernimento della mia vita.

Una settimana più tardi di quell'ultimo incontro decisi di mettere in liquidazione gli ultimi dieci anni della mia vita, da quando cioè, avvoltoi e parassiti si erano impossessati della mia vita.
Rinunciai ad avere giustizia , perché scoprii che nel diritto non vi è certezza.
Regalai il frutto di anni di sacrifici e di duro lavoro a chi senza fondamento alcuno campava diritti sui miei beni, e la loro assenza di dignità gli consentì di cantar vittoria. Interruppi amicizie insignificanti e moraliste.

E mentre svolgevo tutte queste cose mi sentivo avviato sulla via della liberazione. Mi risuonava nella mente il versetto del messale :"…risorgi Gerusalemme risorgi.." . Il tempo della mia morte era finito.

Ora era tempo di Vita, di Risurrezione. Liberatomi dalle bende mortali in cui ero avvolto, ritornai in quel di Greccio dove decisi di diventare un allevatore di struzzi.
Sono trascorsi ormai quattro anni da quel lontano pomeriggio, ma il ricordo di quell'esperienza è talmente vivo in me che mi sembra successo ieri. Da allora di strada ne ho fatta.

Nel marzo del 99 sono diventato agricoltore , suggellando questa scelta con regolari corsi e relativo diploma della Regione Lazio il 19 dicembre 2000. Nel febbraio 2001 ho fondato la " Greccio Struzzi S.r.l. " e nel maggio dello stesso anno ho aperto un punto vendita aziendale : " La Bottega dello Struzzo ".

Nel frattempo ho lavorato duro per ideare un progetto di azienda pilota nel settore dell'allevamento dello struzzo da sottoporre alla Comunità Europea, avvalendomi di straordinari collaboratori.
Nel Febbraio del 2002 abbiamo ottenuto la concessione edilizia numero 3/2002 da tutti gli enti preposti per la realizzazione delle opere e il 17 luglio 2002 con atto concessorio n.233 la Regione Lazio deliberava un contributo europeo .

Oggi siamo alla vigilia dell'inizio lavori e tra i miei collaboratori serpeggia un grande entusiasmo perché abbiamo raggiunto l'obiettivo di essere credibili nella progettualità, ora l'atro obiettivo è realizzare la credibilità nella operatività, creare nuovi posti di lavoro.
Credo che nessuno potesse prevederlo, ed io meno di tutti, che da tanta devastazione interiore procuratami da miserabili, potesse nascere un giorno una cosi forte determinazione nel perseguire degli obiettivi di vita e professionali, cosi lucidi e netti. Un'idea quando oggettiva e giusta diventa potere. Oggi la " Greccio Struzzi " è una realtà per molti , ed ecco i suoi obiettivi nei prossimi mesi.